Calze a compressione graduata: come sceglierle e quando sono davvero necessarie 

Se a fine giornata senti le gambe pesanti come macigni, noti le caviglie gonfie o accusi quel fastidioso formicolio che non ti lascia riposare, sappi che non sempre si tratta di una semplice conseguenza della stanchezza. Molto spesso, questi segnali indicano che il tuo sistema circolatorio sta facendo fatica a pompare il sangue verso l’alto.

Esiste un alleato straordinario, troppo spesso sottovalutato o associato erroneamente solo alla terza età, capace di fare una differenza enorme per il tuo benessere quotidiano delle tue gambe: la calza elastica.

In questo articolo faremo chiarezza su questo prezioso dispositivo, eliminando i vecchi pregiudizi estetici e capendo come scegliere il modello perfetto per le tue specifiche esigenze senza commettere errori.

Calze a compressione graduata a cosa servono?

Per comprendere i benefici di questo strumento, occorre fare un piccolo passo indietro e analizzare il meccanismo d’azione che si cela dietro il loro utilizzo.

Il funzionamento di queste particolari calze per la circolazione si basa interamente su un principio di natura fisica: esse esercitano infatti una pressione che diminuisce dal basso verso l’alto, con una spinta che è massima alla caviglia (100%) e diminuisce progressivamente lungo il polpaccio fino alla coscia.

Questa compressione mirata agisce come una vera e propria pompa esterna. Stringendo delicatamente le pareti dei vasi sanguigni, le calze aiutano le valvole venose a chiudersi, impedendo al sangue di ristagnare verso il basso e così facilitando il suo ritorno verso il cuore. Il risultato immediato di questo meccanismo è una netta riduzione del gonfiore, del dolore e della ritenzione idrica.

Quando usare le calze a compressione graduata? 

Non esiste un’unica risposta, poiché l’utilizzo varia in base allo stato di salute delle tue vene e alle tue abitudini quotidiane.

In linea generale, lo specialista ne raccomanda l’uso in situazioni ben definite:

  • Lavoro sedentario o prolungato in piedi: se passi molte ore ferma nella stessa posizione, la gravità ostacola il microcircolo.
  • Gravidanza: i cambiamenti ormonali e l’aumento della pressione intra-addominale dovuto all’utero con il feto mettono a dura prova le vene delle donne incinte.
  • Viaggi lunghi: in aereo o in auto, l’immobilità forzata aumenta il rischio di trombosi venosa profonda (la cosiddetta “sindrome della classe economica”) in quanto il sangue non viene spinto dai muscoli verso il cuore in modo costante ed efficace.
  • Presenza di patologie venose: in caso di vene varicose, insufficienza venosa cronica o dopo interventi chirurgici vascolari.

Come scegliere tra calze contenitive e calze terapeutiche (h2)

Non tutte le calze elastiche sono uguali ed è qui che spesso si fa molta confusione. Le calze contenitive si dividono principalmente in due grandi macro-categorie: preventive (o riposanti) e terapeutiche. La differenza principale risiede nell’unità di misura della pressione esercitata, espressa in millimetri di mercurio (mmHg).

  • Le calze preventive hanno una compressione leggera (solitamente sotto i 18-20 mmHg) e possono essere acquistate liberamente in farmacia o nei negozi specializzati. Sono perfette per chi vuole prevenire i difetti del microcircolo o semplicemente alleviare la pesantezza serale.
  • Le calze terapeutiche, invece, superano i 20 mmHg di pressione e sono divise in classi di compressione (K1, K2, K3). Queste ultime sono vere e proprie dispositivi medici e devono essere prescritte tassativamente da uno specialista dopo un’attenta diagnosi vascolare.

Quante ore si possono tenere le calze a compressione graduata? 

Un altro dubbio molto comune tra i pazienti riguarda la gestione del tempo delle calze durante la giornata. La regola fondamentale è che le calze vanno infilate la mattina presto, prima di scendere dal letto, quando le gambe sono ancora riposate e prive di gonfiore, e vanno tolte la sera prima di coricarsi.

Di notte, la posizione orizzontale del corpo favorisce già naturalmente il ritorno venoso, eliminando l’effetto della gravità, motivo per cui indossare le calze a compressione graduata per la circolazione durante il sonno è inutile e, in certi casi, persino controproducente o fastidioso (salvo diverse e specifiche indicazioni post-chirurgiche del medico). Di conseguenza, il dispositivo va tenuto per circa 12-16 ore al giorno, mantenendo una costanza quotidiana, specialmente nei mesi più freddi.

Proteggi il benessere delle tue gambe

Scegliere la calza elastica sbagliata o con una classe di compressione non idonea alla propria situazione clinica rischia di rivelarsi inefficace o persino dannoso per il microcircolo. Non affidarti al fai-da-te o ai consigli generici.

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